VIVERE IL CANE: Viaggio nell’intreccio dell’emotività umana e canina

VIVERE A 6 ZAMPE

Viaggio nell’intreccio dell’emotività umana e canina

Dispensa della conferenza tenutasi al Centro Cinofilo Freedog il 02 Giugno 2019

 

I cani comunicano costantemente con noi, inviandoci messaggi che molto spesso non vengono colti o correttamente interpretati; allo stesso modo noi non comunichiamo con il nostro migliore amico solo tramite la voce, come siamo portati, da esseri umani, a pensare; e il cane è attentissimo a cogliere ogni dettaglio della nostra comunicazione non verbale.

Comprendere i reciproci canali di comunicazione è il primo indispensabile passo per evitare incomprensioni e iniziare a cercare la sintonia tra cane e proprietario.

 

Come comunica il cane?

La comunicazione canina è paraverbale, volta quindi all’espressione di stati emotivi, e avviene attraverso 3 canali:

Comunicazione uditiva

Il cane si esprime attraverso diverse espressioni sonore quali:

  • Abbaio -> correlato ad uno stato di eccitazione, può indicare una richiesta (di cibo o di un gioco), o esprimere uno stato di frustrazione.
  • Ululato -> ha significato nell’organizzazione territoriale e nel riconoscimento a distanza.
  • Piagnucolio: collegato a stati di frustrazione o dolorosi.
  • Ringhio: segno di minaccia (tranne durante il gioco).

Comunicazione olfattiva

L’informazione viene percepita tramite l’olfatto e trasmessa attraverso feromoni prodotti da ghiandole dislocate in vari parti del corpo:

  • Ghiandole perianali -> danno indicazioni di paura e stress;
  • Ghiandole alla base della coda e dietro le orecchie -> danno informazioni sessuali e d’identità;
  • Ghiandole dei cuscinetti plantari, saliva, urina e feci -> danno informazioni di identità, sociali e territoriali (marcature).

Comunicazione visiva

Avviene su più livelli.

La prima cosa da osservare è come il cane utilizza lo spazio, ovvero la

Prossemica

  • un cane sicuro di sé si muoverà su tutto lo spazio a disposizione, preferendo il centro;
  • un cane insicuro resterà lungo il perimetro o vicino ai punti di riferimento (ad es. i proprietari).

Anche a livello sociale lo spazio è importante; man mano che un estraneo si avvicina si delineano degli spazi precisi corrispondenti a precise reazioni del cane:

  • Distanza di sicurezza: in questa fascia l’estraneo non verrà preso in considerazione in quanto la vastità di quest’area garantirà una certa protezione.
  • Distanza di incertezza: il cane inizierà a trovarsi in difficoltà avvertendo il potenziale pericolo, ma non sa ancora come agire.
  • Distanza di fuga: il cane, intimidito dall’avvicinarsi dell’estraneo, farà una scelta: o la fuga, o l’intimidazione/aggressione.
  • Distanza critica: nel caso in cui venisse a mancare la possibilità di fuga, il cane si vedrà costretto ad attaccare perché sente minacciata la sua sopravvivenza.
  • Area di rispetto: il contatto fisico e tutta quell’area intorno al cane il cui accesso è consentito solo alle persone confidenti.

La seconda cosa da osservare è la

Posizione del baricentro:

  • In avanti: è associato a stati d’animo che vanno dall’attenzione alla minaccia/aggressione;
  • A piombo (centrale): è associato ad uno stato di equilibrio, stasi, serenità;
  • Indietro: è associato a stati d’animo che vanno dalla preoccupazione al terrore.

Passiamo ora alla MIMICA, quindi all’osservazione di:

Coda:

  • Sopra la linea del dorso: è associato a stati di sicurezza, dominanza, imposizione;
  • Sotto la linea del dorso: è associato a stati che vanno dalla neutralità al disagio, insicurezza fino alla paura.

Orecchie:

  • Alzate in avanti: sono associate a stati d’animo che vanno dall’attenzione alla minaccia;
  • Basse: sono associate a stati d’animo di rilassatezza e sottomissione;
  • Indietro: sono associate a stati che vanno dalla confusione al disagio, il fastidio fino alla paura.

È fondamentale non esaminare la mimica da sola, ma contestualizzare il messaggio dato da coda e orecchie all’intero corpo e all’uso dello spazio, per evitare incomprensioni.

 

QUALI EMOZIONI PROVA IL CANE?

  • PAURA: una risposta emotiva nei confronti di uno stimolo percepito come potenzialmente pericoloso.
  • ANSIA: una risposta emotiva di tipo apprensivo nelle situazioni in cui il cane anticipa una conseguenza negativa.
  • RABBIA: una risposa emotiva che arriva quando sulle aspettative del cane sul mondo incombe una minaccia (es. cani territoriali saranno stizziti quando qualcuno si introdurrà nella loro proprietà).
  • NOIA: Ad esempio quando è chiuso in casa se piove e vorrebbe uscire. Esprime noia spesso con lunghi sospiri o proponendovi una pallina per giocare.
  • TRISTEZZA: spesso avviene quando il nostro cane vive con simili e muore il compagno di vita, o è il proprietario ad andarsene. La tristezza si esprime con inappetenza, scarsa voglia di muoversi, ipersonnia o iposonnia.
  • GELOSIA: Non è stato ancora accertato da studi mirati se il cane sia in grado di provare un’emozione così complessa, ma molti proprietari hanno aneddoti da raccontare a riguardo.
  • FELICITA’: Quando il cane è felice la coda oscilla ampia e rilassata, il comportamento è disinvolto, l’animale chiede vicinanza e si concentra sul proprietario se gli chiede un compito.
  • SORPRESA: Quando sorprendiamo il nostro cane a fare qualcosa e richiamiamo la sua attenzione, questo su di lui ha un effetto sorpresa, e reagirà immobilizzandosi o sdraiandosi come se avesse paura.
  • VERGOGNA/SENSO DI COLPA: NON ESISTE!!! Il cane non capisce che lo stiamo sgridando ad es. per un vaso rotto mezz’ora prima, si limita ad osservare il nostro sguardo arrabbiato e cerca di calmarci. La sua reazione non dipende dalla sua azione sbagliata, ma dai nostri comportamenti dettati dalla rabbia! Inoltre non capendo perché siamo alterati la sua fiducia nei nostri confronti ne risentirà.
  • CONFUSIONE: La confusione del nostro cane dipende dalla nostra confusione: se gli parliamo con fiume di parole come facciamo tra umani, lui non capirà e andrà in confusione. Se pretendiamo un esercizio ma non glielo chiediamo in modo chiaro, il cane entra in confusione. Non capisce perché il proprietario gli stia urlando contro e cosa abbia sbagliato.

È importantissimo porsi la domanda corretta:

HO CHIESTO IN MODO CHIARO AL MIO CANE COSA VOGLIO DA LUI? COME MI SONO POSTO NEI SUOI CONFRONTI?

Un cane confuso si blocca e guarda il suo proprietario, assume una postura di sottomissione; spesso un cane confuso ci appare come un cane stanco.

  • ECCITAZIONE: Il cane ha diversi gradi di attivazione a seconda dell’attività che sta svolgendo e dello stimolo che gli stiamo proponendo. Può essere fortemente eccitato al nostro rientro a casa, e quindi reagire con movimenti incontrollati e urinando involontariamente.
  • AMORE: l’affetto che lega il cane al suo proprietario è definito scientificamente attaccamento ed è mediato, come negli esseri umani, dall’ormone ossitocina. È lo sesso ormone che lega la madre ai figli, e da ciò possiamo dedurre quanto profondo sia il legame affettivo cane-proprietario, e quanto sia importante il nostro ruolo di guida sicura per il nostro migliore amico.
  • DELUSIONE: Quando, dopo svariati tentativi, il cane non riesce ad eseguire un esercizio, si arrenderà e sarà meno motivato a lavorare con voi la prossima volta. Questo è un esempio di delusione nel cane.
  • SODDISFAZIONE: quando riesce in qualcosa, quando vede il proprietario contento per ciò che ha fatto, il cane avrà più motivazione nel lavorare con voi e nel rispondere a richieste più difficili, in generale sarà più felice.

 

COME COMUNICANO GLI ESSERI UMANI LE EMOZIONI?

 

Anche noi, come i cani, esprimiamo costantemente i nostri stati d’animo, spesso inconsapevolmente, attraverso il linguaggio paraverbale. Nonostante siamo abituati a non dare troppa importanza a questo aspetto, in realtà costituisce la parte principale di ogni messaggio che cerchiamo di comunicare.

  • PROSSEMICA: La gestione dello spazio dipende dal nostro grado di socievolezza e sicurezza, ma anche dalla nostra cultura di provenienza;
  • COMUNICAZIONE OLFATTIVA: La percezione dei feromoni è a noi preclusa, ma non la loro produzione: i cani avvertono olfattivamente i nostri stati d’animo.
  • LINGUAGGIO DEL CORPO: esprime la nostra confidenza e sicurezza:
    • Portarsi avanti: minaccia;
    • Dritti col busto: sicurezza, assertività;
    • Postura piccola, abbassata, all’indietro: gioco, poca stabilità, insicurezza.

Il cane nota maggiormente la postura rispetto alle parole (comandi), e reagisce in  base ad essa:

  • Se diamo un comando piegandoci su di lui, percepirà la minaccia e reagirà agitandosi o con atteggiamenti di sottomissione;
  • Se diamo un comando accucciandoci, percepirà l’intenzione amichevole e non prenderà sul serio la richiesta, soprattutto in presenza di stimoli.

 

  • COMUNICAZIONE ACUSTICA: il tono di voce e la frequenza che usiamo hanno per il cane un’importanza maggiore rispetto al contenuto che vogliamo trasmettere.

 

  • Un tono di VOCE GRAVE trasmette assertività e autorevolezza. Tra gli uomini viene usato spontaneamente da una persona di rango sociale superiore quando parla ad un sottposto.
  • Un tono di VOCE BASSA (parlare sottovoce) trasmette sottomissione. Negli umani viene usata da un sottoposto quando parla ad un suo superiore.

I cani sono delle spugne emotive che assorbono i nostri stati d’animo e ce li restituiscono 100 volte tanto.

 

I nostri comportamenti possono indurre/confermare/bloccare le emozioni nel nostro cane: tutto questo è possibile solo attraverso una relazione di qualità. Questa avviene quando:

  • Siamo emotivamente connessi e abbiamo lo stesso livello di attivazione (eccitazione e voglia nel fare qualcosa)
  • Comunichiamo nel modo corretto

 

Educare il cane significa prima di tutto comprendere i suoi stati d’animo, fargli capire cosa ci aspettiamo da lui, quindi insegnargli cosa è giusto e cosa non è giusto che faccia.

Per fare questo useremo:

  • RINFORZO POSITIVO (premio in cibo, carezza, “bravo”) per confermare ogni COMPORTAMENTO DESIDERATO;
  • CORREZIONE (colpetto col guinzaglio, “no”) per segnare ogni COMPORTAMENTO INDESIDERATO.

!!! La correzione è solo un modo per far capire al cane che sta sbagliando qualcosa. Per questo è importante non usare cattiveria o rabbia ma decisione e autorevolezza !!!

TEMPISTICA: Sia il rinforzo positivo che la correzione vanno dati entro i 3 secondi dal comportamento giusto/sbagliato. Il cane non è in grado di collegare eventi distanti tra loro più di questo lasso di tempo.

 

COMUNICAZIONE VERBALE (TONI DI VOCE)

  • Rinforzo positivo -> Tono di voce dolce;
  • Comando -> Tono di voce neutro;
  • Correzione -> Tono di voce duro/autorevole (non arrabbiato/autoritario).

 

COMUNICAZIONE POSTURALE

  • Comando -> Postura eretta (rispetto del comando);
  • Correzione -> Postura eretta (autorevolezza e non autorità);
  • Rinforzo positivo -> Postura sia eretta che abbassata (gioco, invito, gratifica).

 

 

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